bordo pista: crit galattica 22.03.2016

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crit galattica 22.03.2016

Terzo appuntamento stagionale al lambro per la Crit Galattica patrocinata da Ridewill e organizzata dai ragazzi del Tremens Team assieme a Rubasalami Events. Anche in questo caso formula doppia a due partenze: la prima, definita easy, riservata a neofiti e donne; la seconda, pro, appannaggio dei più esperti. E’ lo stesso Vianini, creatore della Rubasalami Events, a spiegarci la genesi di questa nuovo e ormai consolidato format: “Con i ragazzi del Tremens Team abbiamo deciso che era inutile dare vita a due eventi in due giorni separati disperdendo energie e pubblico, così abbiamo concordato di riunirci in un unica serata per facilitare l’organizzazione e la logistica.” Una strutturazione vincente vista la grande affluenza di corridori e pubblico ma ancora con qualche punto da sistemare, prosegue Vianini: “Il prossimo passo sarà dare delle regole per la categorizzazione dei concorrenti, molti partecipanti alla easy di stasera dovrebbero essere nella pro e cercheremo in futuro di tener traccia delle prestazioni degli atleti in modo da poterli indirizzare meglio nelle differenti categorie.” Un esempio potrebbe essere quello della criterium di Misano dove a tutti i partecipanti di una tappa Red Hook del 2015 è stato imposto di prendere parte all’evento pro. Per ora sotto i cieli di Milano sembra poter bastare il buon senso degli atleti, quello che purtroppo non basta è il nostro spazio editoriale e così ci vediamo costretti a riportare soltanto lo svolgimento della seconda gara riservata ai più esperti. Un accenno al blocco easy va però fatto, la gara di 10 giri si conclude ad una media di 39 km/h, easy easy ma neanche troppo.

Mentre il percorso viene calcato dai campioni del futuro abbiamo l’occasione di scambiare qualche battuta coi campioni del presente, primo fra tutti il sempre disponibile Daniele Callegarin che incontriamo in abiti civili nei pressi della partenza. Inutile dire che con un sesto posto nella classifica generale della Red Hook 2015 molti occhi sono puntati sull’atleta Oscar per la stagione incombente, ma lui non sembra dare troppo peso alla cosa e quando viene interrogato sul rapporto utilizzato per la serata svincola la domanda con il suo solito umorismo: “ho un bel rapporto con Jasmine (Dotti Ndr)”, tornato subito serio ci confessa però di essere un po’ in ritardo con la preparazione e che molto probabilmente non prenderà parte alla gara di stasera, dichiarazione che trova conferma poco dopo quando lo vediamo sorseggiare una birra con gusto. Proseguendo con il team Oscar abbiamo l’occasione di scambiare due parole col nuovo arrivato Luca Cappa (48×13) alla sua prima stagione nel percorso criterium. Cappa è stato dilettante fino al 2004 assieme a Callegarin nel team San Pellegrino, non è più un giovinetto (circa come il sottoscritto, ahimè) ma ha negli occhi tutta la grinta e la passione che servono per dire ancora la sua. Nel passato si è già cimentato con la bici a scatto fisso, 3° agli italiani su pista di inseguimento, ma confessa che il primo approccio con le criterium su strada è stato un po’ difficile: “Ho avuto un po’ di paura all’inizio, la mancanza dei freni si è fatta sentire sia a livello psicologico che fisico, alcuni muscoli usati qui difficilmente sono così sollecitati in altre discipline. Ora con un po’ di pratica e allenamento sto trovando la giusta confidenza e conto di raggiungere il picco di forma per gli appuntamenti più importanti”. Oltre a Cappa scambiamo due battute con l’altro nuovo acquisto Oscar, Luca Gibbin (51×13) al quale chiediamo qualche parere sul nuovo telaio progettato e realizzato specificatamente per le crit assieme al partner tecnico Ridewill: “Gran telaio, mi ci trovo da dio, Luca (Oscar Ndr) ha fatto un ottimo lavoro, l’ho provato anche a Valencia su un percorso molto tecnico ed ha risposto benissimo.” Mentre gli Oscar si propongono di prepotenza come principali candidati per il circuito italiano ed internazionale gli altri team non stanno certo a guardare. Enrico Biganzoli (48×14) è pronto alla nuova avventura col team Cinelli Chrome e si appresta ad affrontare la serata col telaio 2016 appena consegnatogli, lo sguardo sornione e la posa tranquilla rilevano che è qui più per buttare km sulle gambe piuttosto che per il risultato, lui stesso dichiara: “Sto iniziando ora la routine di allenamento, oggi sono venuto agile apposta per far girar le gambe e prendere confidenza con i nuovi materiali, vediamo come andrà.” Conoscendolo siamo sicuri che se ci sarà da dar battaglia non starà certo a pensare troppo alla sua tabella di preparazione. Voci insistenti danno come imminente l’arrivo di un nuovo telaio in casa Cinelli; un membro del team, che chiede di rimanere anonimo, lo definisce senza mezzi termini “telaio bomba della madonna in acciaio per metà stagione”. Sovraeccitato per lo scoop mi dirigo dritto dal patron Cinelli, il sig. Antonio Colombo, per maggiori informazioni al riguardo. Alla domanda “Cosa mi può dire riguardo al nuovo telaio?” risponde prima in maniera elusiva poi leggendo gli ingredienti della birra che regge in mano e infine indirizzandomi al responsabile della comunicazione Cinelli il quale a sua volta si perde in un messaggio sul proprio smart phone. Insomma qualcosa di grosso bolle in pentola, ma non ci resta che aspettare e vedere di cosa si tratterà.

Poco più in là un gran vociare con forte accento toscano mi fa capire che sono nelle prossimità del team Cykeln, i ragazzi di Firenze e dintorni sono giunti in forze questa sera e sembrano molto ben intenzionati, anche se Francesco Scafuro (48×14) ammette di essersi dato al turismo nel pomeriggio e conclude dicendo: “Se i gatti temono l’acqua i ciclisti temono il camminare” una massima che neanche il miglior George Hincapie avrebbe potuto sfornare. Carico anche Mattia Cappella (48×13), che in molti ci hanno segnalato come uomo da tenere d’occhio nel team toscano, anche lui alla prima stagione di crit, meglio ancora alla seconda gara, che dichiara: “A Misano ho fatto i primi tre giri col cuore in gola, poi ho preso la mano e ho iniziato a rilassarmi e divertirmi; sono gare molto dure in cui conta sopratutto la reattività ma l’ambiente è stupendo e nel gruppo c’è molta professionalità”.

Qualche minuto prima della partenza riesco a scambiare due battute con Daniel Tansella (49×14) del team Thoro che ci dice di essere ancora un po’ in ritardo con la preparazione, mi sembra di aver già sentito questa frase stasera, ma confida in un buon risultato e mi indirizza dal suo compagno Gianmario Coppini (48×14) dicendomi di riferirgli la seguente domanda: “E’ vero che sei il capitano Thoro fino a quando Daniel non entra in forma?” Coppini risponde con una risata e aggiunge: “Daniel fa il modesto ma in volata non lo batte nessuno, io proverò ad entrare in qualche fuga ma se si arriverà in gruppo lavorerò per lui per portarlo davanti.” Ormai in griglia trovo anche il nutrito gruppo di Brianza Squadra Corse, Mattia Sala (49×14) e Paolo Galloni (49×14) sono reduci dal Giro del Demonio di sabato, tanto per capire si trattava di 180 km con 4990 m di dislivello mica pizza e fichi, e ammettono di avere ancora le gambe un po’ pesanti, senza contare che l’ing. Galloni ci tiene a farci sapere che lui a mezzanotte deve andare al lavoro. Valli a capire questi tempi moderni in cui un ingegnere lavora di notte e un designer scrive pseudo articoli su gare di bici da pista su strada. Più tonico sembra il loro compagno di squadra Mirko Mauri (50×15) 40° alla Red Hook di Milano 2015 dopo un quarto posto nella last chance race, anche lui proviene dal ciclismo su strada e, anche se ha corso in pista e usa quotidianamente una bici a scatto fisso, ci confessa che “ per le criterium serve una preparazione specifica per i continui scatti e contro scatti, io mi ci trovo bene ma conto di scendere ad un 50×14 per gli appuntamenti più importanti”. Da qualche parte ci dovrebbe essere anche Federico Tommasi per i brianzoli ma a quanto pare è perso sul circuito a fare pettegolezzi con un altro decano del fisso, e del pettegolezzo, Riccardo Volpe (49×14 di “arroganza” come ha detto lui). Mentre raccogliamo gli ultimi pareri il commissario unico di gara Vetrello richiama gli atleti sulla linea di partenza, ci siamo.

12 giri, 1,9km a giro, 40 e rotti partecipanti.

“Occhio alle buche che si sono un po’ allargate nell’inverno, soprattutto all’ultima curva di fianco al tombino” tuona Vetrello “tranquilli fino alla prima curva poi via!”

Partiti!

Al termine del secondo giro, 2:38 il più veloce della corsa, sfila Gibbin di Oscar con qualche metro di vantaggio su Biganzoli (ricordate che era qui solo per far girare le gambe?) e il gruppo subito dietro; al terzo un abbozzo di fuga composto da Gibbin, Bruzza (49×13) di Cinelli Chrome, Barone di Oscar e Torta di Dafne sembra prendere piede mentre uno sciagurato, per non usare altri termini, spettatore rischia la catastrofe attraversando davanti al gruppo. E si che Vetrello si sgola puntualmente per sgombrare la pista. No comment.

Ma la fuga non va in porto e il quarto giro si conclude a gruppo di nuovo compatto con l’abbandono di Tansella per problemi tecnici mentre al quinto prende forma l’allungo che determinerà gli esiti della gara, troviamo davanti: Torta e Serone di Dafne, Cappa e Borroni di Oscar, Bravini (49×14) di Cinelli Chrome, Cappella di Cykeln e la wild card francese in visita da Djon Olivier Leroy (49×15). Il drappello di fuggitivi ha già una decina di secondi sul gruppo che, vista la composizione multi-squadra della fuga, sembra poco interessato a voler chiudere il gap. In effetti il margine aumenta fino ad arrivare a più di venti secondi nel nono giro. Davanti c’è collaborazione e si iniziano a fare due calcoli per l’arrivo imminente, l’unico che sembra non volerci stare è Leroy che prova più volte la sortita solitaria sempre annullata dai compagni di fuga. Al suono della campanella dell’ultimo giro si rompono gli indugi, Borroni scatta dopo la prima curva e Serone va a ricucire, neanche il tempo di pensarci su ed è la volta di Cappella che prova un allungo sul rettilineo opposto al paddock, appena riassorbito l’atleta Cykeln riparte Cappa a sua volta ripreso alla penultima curva giusto in tempo per un’altro scatto di Cappella ripreso da Borroni. Nonostante il finale turbolento come altre volte la gara del Lambro si decide all’ultima curva: arrivano lanciati Bravini e Leroy ma sull’esterno spunta Torta che da vero pistard riesce a sfruttare una minima porzione di strada per infilare a sorpresa gli avversari, tempo di rendersene conto ed il giovane portacolori di Dafne ha preso abbastanza margine da permettergli di tagliare il traguardo a braccia alzate davanti a Bravini, Leroy, Cappella, Cappa, Serone e Borroni. Dietro a una quindicina di secondi si aggiudica la volata del gruppo Barone di Oscar seguito da Ferrari di Dafne, Biganzoli e Gibbin.

Il post gara conferma le sensazioni avute a bordo tracciato, partito il drappello di fuggitivi il gruppo si è mantenuto in controllo favorendo l’allungo dei primi che ben rappresentavano le squadre in lizza, Biganzoli dichiara tranquillamente di aver fatto la gara a mezzo gas per proteggere la fuga, quando lo aprirà tutto ne vedremo delle belle. Sul traguardo incontriamo Maxime Poisson, patron della criterium di Dijon e capofila del team Dijon Moutarde Crew, contento come un bambino, il francese è entusiasta dell’ambiente meneghino e si rammarica del fatto che gli eventi simili, pardòn gli allenamenti simili, che si tengono oltralpe contino al massimo una dozzina di partecipanti; fa molto piacere vedere come la scena nazionale stia crescendo anno dopo anno, non che non lo sapessimo ma un’ulteriore conferma da fuori fa sempre piacere. Non che Poisson e Leroy fossero per nulla arrabbiati ma quando si parla di ciclismo, Francia e Italia non si può che pensare all’immenso Paolo Conte: “tra i francesi che si incazzano e i giornali che svolazzano / C’è un po’ di vento, abbaia la campagna /e c’è una luna in fondo al blu…

G.G.

foto: naotooi

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