bordo pista: oxeego crit 13.05.2015

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oxeego crit 13.05.2015

Ore 19.00. Non appena imbocchiamo il rettilineo del Lambro capiamo subito che stasera pubblico e corridori dovranno confrontarsi con un avversario in più durante la corsa. La primavera, si sa, è foriera di ritrovate passioni tanto per l’uomo quanto per l’animale e sarebbe stupido pensare che questo impeto non investa anche il mondo vegetale. Così i pioppi, presenti in gran numero tra la vegetazione del parco, partecipano a questo risveglio con una massiccia pollinazione. Lo spettacolo è surreale, non fosse per il caldo e le prime zanzare si potrebbe pensare che una nevicata improvvisa abbia investito Milano. In alcuni tratti i pollini sono così fitti da togliere la visuale e fiaccare il respiro. Il giudice di gara Vetrello si aggira in questo paesaggio surreale con una bandana a coprire bocca e naso visibilmente preoccupato per la situazione. Fortunatamente il problema sembra localizzato in alcuni punti del percorso e la commissione di gara decide che non c’è motivo per rinviare ulteriormente la partenza.

Mentre gli atleti si scaldano contiamo team e componenti. Spiccano in termini numerici le squadre di Cinelli Chrome, Oscar Ridewill, CCSC, Brianza Squadra Corse (con un nuovo jersey) e HBK. Un po’ meno numerosa del solito la presenza del team Thoro mentre Iride e Back2Back bike schierano un solo atleta a testa. Il primo appuntamento con la Red Hook ha già dato qualche verdetto e fa piacere vedere schierati alla partenza tre atleti che hanno concluso la gara newyorkese nelle prime dieci posizioni (Bravini, Thibaud e Scarazzati). Purtroppo la corsa ancor prima di partire perde uno dei suoi componenti migliori, Bruzza del team Cinelli Crome non riesce a raggiungere il circuito in tempo per un blocco alla linea ferroviaria. Ma il team italo americano ha un asso nella manica col sopracitato Thibaud (47×13) giunto direttamente da Dijon per partecipare alla gara e costruire affiatamento con la squadra. Sempre per quanto riguarda Cinelli Chrome ci viene confermato che Stefan Vis dovrà subire un’intervento alla spalla dopo la caduta riportata a New York mentre Faz Adhili si è già rimesso in bicicletta, un week end di luce ed ombre quello di New York per la squadra del patron Colombo, cadute gravi, buoni piazzamenti e atleti già malandati prima di partire come nel caso di Bocchi (48×14) che arriva sul circuito già febbricitante, erano mali di stagione o patemi di cuore? Risponde con un sorriso e manda un bacio a Francesca, mali di stagione quindi. Sulla linea di partenza incontriamo anche il patron della Ridewill, sponsor ufficiale del team Oscar, che oggi porta sul circuito un’evoluzione della bici attuale guidata dal tester Fausto Fognini (48×14) “abbiamo cambiato forcella _ci spiega prima del via_ passando ad una col profilo aerodinamico e utilizziamo anche una sella in carbonio, l’intenzione è di correre con delle bici full carbon dall’anno prossimo, stiamo pure sviluppando un prodotto specifico per le ruote sul quale ancora però non posso dirvi nulla” insomma decisamente il salto di qualità che ci vorrebbe per degli ottimi atleti come quelli che annovera il team Oscar. Salto di qualità di cui invece non sembra aver bisogno il team HBK, almeno in termini di materiali, anche in questo caso è presente il proprietario del team in veste di manager e di corridore: Luca Salvadeo (51×15) sembra essere a suo agio con la velocità anche se da pistard puro quale è confessa: “dovrò imparare a far le curve a destra.” Incontriamo anche Kevin Xie (49×16) del team Diamond Dogs, team composto da atleti cinesi sparsi un po’ su tutta la superficie del pianeta. Kevin studia a Milano e sta piangendo come un bambino quando lo avviciniamo “questi pollini non mi danno tregua ed ho anche dimenticato gli occhiali”, parlando più approfonditamente mi conferma che il team Diamond Dogs è attivo da un paio di anni soprattutto all’estero, la parte italiana è dotata di telai Desgenà con una livrea personalizzata molto curata e, a nostro parere, migliore anche dell’originale. Riusciamo a scambiare due battute con Daniele Callegarin (48×13) del team Oscar, veloce in bici come nelle risposte; alla canonica domanda “che rapporto monti?” risponde sorridente “quello per montare gli albumi a neve” e in effetti vista la nevicata di pollini che ci circonda sembra essere la risposta più sensata.

Fine dei convenevoli e inizio della gara, 58 i partecipanti per i soliti 15 giri. Ha inizio la Oxego Crit.

Neanche il tempo di sistemarsi a bordo pista e Callegarin cerca l’allungo seguito da Bocchi e Bravini (49×14), la fuga dura poco e al giro successivo il gruppo di testa passa compatto ma si iniziano già a distaccare i primi nelle retrovie. Dopo tre giri davanti troviamo 33 atleti con un distacco di una 15ina di secondi sugli inseguitori. Il tempo sul giro si mantiene stabile attorno ai 2:30 / 2:33. Al quinto giro si ritira Callegarin per foratura mentre il gruppo tirato da Biganzoli (49×14) di Iride continua a perdere componenti, al sesto scatta Thibaud che viene riassorbito a metà percorso, non passa neanche un giro che parte Mastronardo di Oscar tallonato da Bravini e Angeli (48×14) dello Ju Team, il trio riesce a fare il buco dando 5 secondi agli inseguitori. La situazione di gara è abbastanza chiara, i due team più numerosi (Cinelli Chrome e Oscar) piazzano puntualmente degli atleti in questi tentativi di fuga, dietro i compagni delle rispettive squadre nicchiano e lasciano l’ingrato lavoro di ricucire a terzi, in particolare al caparbio Biganzoli che anche in questa occasione riesce a riportarsi sui tre di testa. In questo elastico sembra essere premiata la tattica di Mastronardo che rilancia nuovamente portandosi dietro il compagno di squadra Barone, Bocchi di Cinelli Chrome e Coppini del team Thoro. Nonostante la presenza di due compagni di squadra la fuga non decolla, sembra non esserci collaborazione, non bastano due giri attorno ai 2.30 per far desistere il gruppo degli inseguitori o meglio per far desistere Biganzoli, ancora una volta vera locomotiva di questa rimonta. All’ultimo giro si ritrovano ancora tutti assieme, due componenti del team Oscar passano parlando fitto tra di loro, ci si prepara alla volata. Un giro da record (2:27) si conclude con una volata lunga, la prima bici ad uscire dal mucchio è quella di Barone ma subito dopo alle sue spalle compare Scarazzati (48×14) di Back2Back che mette a terra tutta la sua potenza e taglia il traguardo con una bici di vantaggio sullo stesso Barone, seguono Thibaud, Bravini e Biganzoli.

Con questa vittoria Scarazzati porta a 3 i trionfi consecutivi al Lambro (due criterium a scatto fisso, una su bici da corsa) e si candida come uno dei favoriti per la stagione in corsa; a dire il vero potremmo già parlare di tutta un’altra storia se non fosse stato per un increscioso errore dell’organizzazione di New York del quale ci mette al corrente lo stesso Scarazzati: “A due giri dalla fine il conteggio segnalato sulla moto dava 1 solo giro restante, ho sprintato passando per primo sul traguardo e a quel punto ho sentito la campana dell’ultimo giro, ho cominciato di nuovo a spingere ma le energie fisiche e mentali a quel punto scarseggiavano e non sono riuscito a chiudere più in la dell’ottavo posto.” Una brutta macchia, assieme ai mancati controlli anti-doping, su quella che dovrebbe essere la regina di tutte le criterium. Sulla gara di oggi invece Scarazzati dichiara: “ero da solo e ho provato a rimanere coperto il più possibile studiando le mosse delle squadre, nel finale mi son trovato in buona posizione dietro al treno Oscar e ho sfruttato la loro volata per venir fuori negli ultimi 200 metri.” Finale differente per Biganzoli di Iride: “con la bici nuova mi trovo molto a mio agio è reattiva e precisa, oggi però ho dovuto faticare per chiudere ogni fuga, le squadre non avevano interesse a chiudere avendo sempre un atleta piazzato davanti e tutto il lavoro me lo sono dovuto accollare io, peccato aver perso la ruota buona all’ultima curva, alla partenza della volata mi son trovato intruppato e son riuscito ad uscirne con un attimo di ritardo di troppo”. Biganzoli incassa anche i complimeti del giudice di gara Vetrello per il “grosso lavoro svolto”, in effetti se ci fosse un numero rosso per la combattività due volte su tre andrebbe a questo atleta. Nelle retrovie soddisfatti gli atleti del team Brianza Squadra Corse che riescono nel finale ad organizzare un buon treno utile più allo spettacolo che al risultato della corsa, fruttuoso per loro il ritorno di Federico Tommasi (47×17) che ci confessa i suoi segreti per un giusto avvicinamento alla gara: “panino al prosciutto e astinenza”. Riccardo Volpe invece porta un radicale cambiamento al suo setting di gara con un inedito 47×14, “E’ un rapporto molto leggero utile nelle ripartenze” spiega sorridendo, poi confessa “sono andato a fare hill-bombing con Scienza nel week end e non volevo cambiare di nuovo la corona”, pratiche che dalla redazione fatichiamo ancora a capire. In chiusura un commento di Andrea (49×15) del team CCSC che sintetizza: “quando ho visto 48 km/h ho capito che qualcosa non andava, troppo veloci!” nel solco della velocità anche l’analisi del giudice di gara Vetrello: “Bella corsa, peccato non ci sia stato spazio per una fuga completa, sono comunque contento per la grande partecipazione e per lo svolgimento regolare della gara.”

G.G.

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