bordo pista: lambro crit 11.03.2015

LAMBRO

lambro crit 11.03.2015

Serata tersa al parco lambro per la seconda edizione 2015 di uno dei circuiti più attivi di italia, il parco lambro. “questa la chiamiamo black hole crit, mezzo percorso è al buio” mi dice appena arrivo l’organizzatore Giorgio Vianini. In effetti metà circuito è immerso nell’oscurità, i lampioni danneggiati dai recenti nubifragi si stagliano come inutili filari di alberi a bordo della strada mentre i corridori provano il percorso con cautela attaccati ai fasci di luce dei loro fanali. La serata prevede due gare: una criterium femminile su distanza di 10 giri e una criterium a scatto fisso maschile su una distanza di 12 giri. Il giro è di 1,9 km. Al via questa sera molte squadre con un certo numero di uomini, alcuni nuovi arrivi e molte vecchie conoscenze. Presenti i padroni di casa del team Cinelli Chrome (4), i milanesi CCSC (3), i Brianza Squadra Corse (5), il team Oscar di Valenza (5), i novaresi dello Ju-Team (2), HBK (2), Pedale Garbagnatese (2), Dafne da Rimini (3) più altri singoli non meno agguerriti. C’è chi è qui per la prima volta e chi questo percorso lo ha visto nascere, ma anche tra le squadre più giovani si può notare una forte determinazione, Mastronardo del team Oscar mi spiega come lui e i compagni si siano avvicinati al mondo delle criterium nella seconda metà del 2014 con l’intento di calcare i circuiti internazionali per il 2015, un buon gruppo destinato a crescere visto l’impegno che ci stanno mettendo. I ben informati li hanno visti provare il percorso qualche giorno prima, il genere di approccio giusto per far crescere il livello del circuito italiano.
Durante la prova femminile gli atleti assaggiano il percorso curandosi di non dare noia alle partecipanti sotto lo sguardo vigile del commissario di gara Vetrello, nei paddock intanto si lavora agli ultimi ritocchi, i più fortunati danno due giri di brugola mentre i più sfortunati cambiano pignoni, è il caso di uno dei componenti del team Dafne che rompe il 14 e si vede costretto a montare un 13. Poco prima della partenza G. L. Bocchi (50×15) da forfait “Così non corro, troppo buio” dichiara, è non è l’unico dei concorrenti ad esprimere malumore riguardo all’illuminazione, Giorgio B. (48×16) del team G.S. Pogliano è più esplicito: “Non si vede un ca…”. Andrea (49×15) del team CCSC ricorda quanto sia importante dotarsi di un buon impianto di illuminazione in questo genere di gare: “Tanto quando sei dietro ti doppiano anche con la luce accesa” sentenzia misterioso. Al via anche Paolo Galloni (48×14), l’atleta del team Brianza Squadra Corse torna dopo un periodo di pausa dovuto a un problema alla spalla “e dopo essermi laureato in Chimica Industriale” aggiunge lui, congratulazioni ing! Un bel regalo glie lo ha fatto la squadra dotandolo di un telaio Ponc molto curato e ben studiato, spiccano nel gruppo anche i telai Knife e gli HBK, questi ultimi tirati fuori freschi freschi dal velodromo. Ma, se molte giovani realtà crescono, i marchi più grandi non stanno a guardare, una fonte affidabile mi confida che Cinelli ha in cantiere i nuovi telai per il team, trapela poco, serie sterzo conica e geometrie riviste, nulla di più. Pare che ci sia da aspettare ancora un po’ prima di vederli all’opera.
Ma al Lambro i corridori sono schierati ora e da qui a poco non ci sarà telaio che tenga, saranno solo testa e gambe. Trentotto i partecipanti al via. Il commissario di gara dà il segnale e il gruppo scatta muovendosi verso la prima curva a destra, nel rettilineo che segue la testa della corsa forza già l’andatura imponendo subito una prima selezione e continua così per tutto il resto del percorso, taglia per la prima volta il traguardo Giampiero Mastronardo del team Oscar seguito da un gruppo già stirato. Le prime tornate sono serrate ma con tempi più alti rispetto al normale, siamo intorno ai 2:40, dovuti molto probabilmente al buio che copre metà tracciato. Davanti soprattutto Cinelli Chrome e Oscar insieme ad altri corridori trai quali Enrico Biganzoli del team Iride, Daniel Tansella del team Thoro (ex Chiodo Fisso Team) e Paolo Galloni di Brianza SC. Inspiegabilmente attardato in coda dal secondo giro Riccardo Volpe che in seguito riferirà dell’episodio: “nel tratto buio ho sentito un rumore provenire dall’anteriore, credevo di aver bucato e ho rallentato, una volta alla luce mi son reso conto che era solo un rametto incastrato nella forcella, ma ormai il gruppo era andato”. Infatti il gruppo va, soprattutto la testa, al quinto giro Alessandro Bruzza (49×14) da un ulteriore scremata e al sesto giro, stavolta percorso sui 2:30, rimangono in otto. Staccato di qualche secondo Biganzoli cerca di ricucire con la testa della corsa, poco dietro il gruppo insegue lasciandosi dietro vari seguiti e pezzi, esce Mattia Sala (49×15) di Brianza SC per foratura mentre altri corridori entrano in modalità passeggio. A quattro giri dalla fine l’atleta di Iride si riporta sui fuggitivi che hanno di nuovo calato il ritmo, ma dura poco. Ai meno due Tansella scatta prendendo un buon margine di vantaggio alla prima curva dopo il traguardo, dietro non stanno a guardare e in meno di mezzo giro chiudono sul primo. Nel gruppo di testa non c’è stata molta collaborazione durante la gara, il che ha reso tutto più complicato per quelli “la davanti”. Sospettosi e con la voglia di tirare un po’ il fiato compiono il penultimo giro ad un’andatura che non tarderei a definire rilassata, tagliano il traguardo un po’ sbandando, chi sui pedali rivolto all’indietro, chi guardingo in sella e presa bassa, tutti intenti a scrutarsi, tutti un po’ lenti. Dietro di loro, con un piglio decisamente diverso, il gruppo, contante una dozzina di corridori, incalza veloce e silenzioso. L’ultimo giro è di nuovo a tutta, il gruppo riprende effettivamente la testa della corsa ma la testa rimane comunque davanti al gruppo alzando di nuovo il ritmo. All’ultima curva i soliti noti, Scerbo del team Oscar tiene la linea interna mentre all’esterno spunta Paolo Bravini del team Cinelli Chrome, seguito da Roberto Barone di Oscar. Le luci dei manubri ballano febbrili mentre sui pedali gli atleti divorano l’ultimo rettilineo della corsa. Bravini tiene testa fino al traguardo che taglia a braccia alzate, secondo è Barone mentre terzo con un bello sprint chiude Biganzoli. dietro di loro i compagni di fuga e il gruppo ancora in caccia.
Buona la gestione di gara del team Cinelli Chrome che da ulteriore prova di maturità in una situazione che non era di facile lettura. Bruzza spiega: “la fuga è stata ripresa perchè eravamo in troppi e nessuno voleva tirare, abbiamo deciso di tirare noi ma non c’è stata collaborazione” inoltre aggiunge riguardo alle condizioni del percorso “con il buio il tracciato era più lento, si poteva anche mettere un rapporto più leggero”. Bigagnoli invece mi chiarisce la dinamica della volata: “seguivo Scerbo pensando volesse tirare la volata a Daniel (Tansella) ma a metà dell’ultima curva ha avuto un’esitazione che ha rallentato tutti noi dietro, a quel punto ho visto Paolo (Bravini) uscire esterno e gli sono andato dietro”. Lo stesso Bravini rivela: “mi tengo sempre un margine in modo da poter evitare gli altri in caso di problemi” e per quanto riguarda la volata non dice nulla se non: “se te tiret no te fa minga la vulada”, più chiaro di così. Nel dopo gara ho il tempo di incontrare Riccardo Ingenito (48×14) del team Dafne, il più giovane partecipante alla criterium, dal basso della sua giovane età è riuscito a portare a casa un risultato di tutto rispetto giungendo insieme al gruppo dei primi, young blood da tenere d’occhio.
La sintesi di una serata iniziata con qualche problema dovuto all’illuminazione e qualche timore al riguardo da parte dell’organizzazione la fa il commissario di gara Vetrello dichiarando: “E’ andato tutto bene”.
G.G.

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