vigno cross

vigno cross, piacenza, italy

english text below

La sveglia non ha suonato, sono già le 9.15. Per fortuna sono nel nostro camper parcheggiato a poca distanza dal luogo della partenza fissata per le 11. Fuori non vedo nulla perchè la nebbia sbarra la vista dopo pochi metri ma sento già il vociare di altri ciclisti. Esco e cambio i copertoni frettolosamente, via quelli da città, su quelli nuovi da cross. E’ la prima volta che provo questa bici ed è la prima volta che mi cimento su un percorso da ciclocross. Ho passato le ultime due settimane a lavorare sul progetto di questa bici e ora non vedo l’ora di provarla sul campo. Lo sciame di partecipanti e biciclette è davvero numeroso e variegato.

Il morale è alto nonostate le condizioni metereologiche avverse. Iscrizione – vestizione – ricognizione, nessun intoppo, il percorso è bello impegnativo, molto tecnico, soprattutto per me che giro 360 giorni all’anno su cemento con le gomme a 8 bar e quel poco di fuoristrada lo faccio con una mtb front. Il tracciato parte con una sezione veloce su prato che si interrompe dopo breve lasciando il resto del giro su spazi più stretti, single track molto impegnativi che si snodano tra alberi ponticelli e salite; il tutto reso più insidioso da radici e fango. Si deve scendere e portare la bici a mano in almeno 2 o 3 punti.

3-2-1 VIA, si parte, la nebbia non ci lascia scampo ma il freddo pungente sparisce dopo un paio di pedalate, il primo giro è affollato, alla prima curva vengo preso dentro da qualcuno delle retrovie, l’altro cade io resto in piedi. Faccio la gara con il mio ritmo senza intralciare i più veloci che vogliono superare, la bici regge il fiato anche, è da molto che non corro e voglio godermi questo tracciato il più possibile, evitando di scoppiare e imparando qualcosa ad ogni giro. Sono intimorito da dover scendere dalla bici con gli attacchi, ma fortunatamente per questo non ho problemi, trovo più  difficoltà a condurre la bici nei punti tecnici soprattutto quando la stanchezza è maggiore.

jump Mattia! jump!

La fine sembra non arrivare mai, ma il rapporto è quello giusto e si spinge bene lasciando girare le gambe senza appesantirle. -Ancora un giro- mi avvertono dalla linea di partenza. Stringo i denti e chiudo così anche il mio ultimo giro. Questo ciclocross è una figata, la gara è stata superdivertente, sulla linea di arrivo solo facce sorridenti, strette di mano e abbracci, niente contestatori, burini o malelingue. Sembra di essere ad un’alleycat tra amici.
Quattro chiacchere con le facce conosciute, lavaggio bici e saluti di rito.
Giò

vigno cross (a little sum up)
the alarm clock didn’t work and it’s already a quarter past nine. Luckily our van is parked nearby the starting point, start is set for 11 o’ clock. Outside air is like a glass filled with water and anisette, fog is dense, but not too far away I can hear the voices of the other participants. I run out of the van and change my tyres, bye bye city ones, welcome cross ones. Is the first time I’m doing a cyclocross race, we’ve be spending two weeks working on this project and I can’t wait to test it. Many people came to race in despite of the bad weather.

Track is really hard and technical, and is a strange feeling for one like me used to go around on asphalt 360 days a year with wheels pumped up to 8 bar. The fist part of the track is a straight stretch on grass suddenly ending on narrow path, a single way between trees and bottlenecks. In two points you need to get down the bike. no time to socialize with the course and we start. Fog is still all over but cold just disappear after a few seconds. The first lap is crowded, somebody hit me at the first turn but I manage to keep myself on the saddle.

I keep my rhythm and let the fast guys overtake me, bikes is working, lungs are working too. I’m a little bit scared to get down the bike with the fast pedals but i find harder to drive the bike in the technical points even more when tiredness starts to beat. Finish never come but gear ratio is the correct one and legs are turning well.

“One last lap!” someone screams from the finish line, I concentrate myself pushing hard and manage to finish the race. Cyclocross rules! At the end only smiling faces are waiting, hugs and hand shakes for everybody. No protesters or rumormonger. Looks like an alleycat between friends. After that a few chats, bike cleaning and greetings.
see you next time at Rockville Cremona, January the 6th.

special thanks to Vale for the pictures!

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